Le origini di Santo Stefano si perdono nel buio dei tempi. Secondo un’antica tradizione, confermata dal più importante storico teramano, i primi fondatori furono i superstiti scampati alla distruzione della città di Fano. Sorgeva, infatti, a Monte Fano, un vasto pianoro che sovrasta il Paese, al tempo dei Pretuziani, un’antica città, i cui resti sono tutt’ora evidenti. Dopo la caduta dell’Impero Romano, di cui Monte Fano faceva parte, com’è dimostrato dal ritrovamento, poco prima del 1860, di monete coniate “coll’effige dell’Imperatore Traiano”, gli abitanti si convertirono al Cristianesimo, tant’è vero che sono state rinvenute delle sepolture cristiane e la testimonianza della chiesa dedicata a Santa Maria e Santa Lucia. Poco distante dal paese sorgeva anche la chiesa di San Francesco di cui tutt’ora esistono le macerie. Il nome del paese è citato, per la prima volta, nell’894 e poi nel 1018, in occasione di una permuta di beni tra Adelberto, conte di Apruzzo, e Giovanni, Vescovo di Teramo. Successivamente nel 1124 è feudo dei Totoneschi, figli di Teutone, uno dei seguaci di Alboino e nel 1583 è feudo del Vescovo Ricci di Teramo che, in occasione di una vita pastorale, potè ammirare all’interno della chiesa sebbene “povera nelle strutture e carente nelle suppellettili”una notevole ricchezza di affreschi, tra i quali la natività di Cristo, andati perduti nel tempo. Si possono ammirare ancora affreschi di notevole pregio artistico del 1630 che raffigurano San Giovanni, La Trinità, San Michele Arcangelo, San Pietro e San Paolo. A circa tre Km. di distanza da Santo Stefano c’è la famosa “taverna” di Ginepri, tutt’ora esistente, luogo di raccolta dei rivoluzionari tra il 1798 e il 1799 e base logistica per le scorribande del prete-brigante Don Donato de Donatis. Santo Stefano esercita un certo fascino non solo per la storia nel corso dei secoli, ma anche per la conservazione delle sue tradizioni, specialmente nel campo della gastronomia. “Li scrippelle ‘mbusse” doverose la domenica “grassa”, come i ravioli dolci di ricotta al giorno di carnevale, sono le specialità del luogo. Tant’è vero che ogni anno nel periodo del ferragosto c’è la sagra delle “Scrippelle ‘mbusse” e delle “pizzente” o “’mazza fame”.
Senza dimenticare le tradizionali e famose “mazzarelle” di agnello. Non meno importanti e forse meno nota la tradizione della “Zuppetta dolce di ceci e pane abbrustolito” alla vigilia di Pasqua e Natale. |